26 Giugno 2026

Caldo e bambini: un quarto degli accessi al Bambino Gesù legato alle alte temperature

ROMA - Negli ultimi giorni, segnati dall'allerta per il caldo intenso, circa un quarto degli accessi al Pronto Soccorso dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è collegato, direttamente o indirettamente, agli effetti delle alte temperature. Secondo l'ospedale, nel 5% dei casi si tratta di problemi strettamente riconducibili al calore — come colpi di calore, sincope…
26 Giugno 2026
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ROMA – Negli ultimi giorni, segnati dall’allerta per il caldo intenso, circa un quarto degli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è collegato, direttamente o indirettamente, agli effetti delle alte temperature. Secondo l’ospedale, nel 5% dei casi si tratta di problemi strettamente riconducibili al calore — come colpi di calore, sincope e disidratazione — mentre il restante 20% riguarda bambini che arrivano in ospedale per vomito, diarrea o febbre: condizioni che, in presenza di temperature elevate, favoriscono una perdita di liquidi più rapida e grave. Nel gruppo rientrano anche pazienti con patologie croniche o fragilità particolari — per esempio cardiopatici, diabetici o oncologici — nei quali il caldo può peggiorare il quadro clinico e aumentare il rischio di complicanze, rendendo necessario il ricovero.

I più piccoli sono più a rischio rispetto agli adulti perché i loro meccanismi di termoregolazione sono ancora immaturi e hanno minore capacità di disperdere il calore. Nei lattanti e nei bambini piccoli le riserve idriche si esauriscono più velocemente, con un aumento del rischio di disidratazione. «Il caldo nei bambini non va mai sottovalutato», avverte Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù. «Molte delle situazioni che vediamo al Pronto Soccorso possono essere prevenute con semplici accorgimenti: offrire frequentemente acqua ai bambini, evitare l’esposizione nelle ore più calde e monitorare i primi segnali di disidratazione. Un intervento tempestivo, nella maggior parte dei casi, impedisce che un malessere degeneri in emergenza». Sulla base di questi rischi, gli esperti propongono dieci consigli pratici per proteggere i bambini dal caldo.

Il fenomeno delle isole di calore urbane nelle città peggiora il rischio di disidratazione e può aggravare molte malattie. In estate, spiega l’ospedale, le aree urbane tendono a trasformarsi in vere e proprie ‘isole di calore’ a causa dell’ampia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili e della scarsità di verde. La questione è acuita dal fatto che oggi molte famiglie trascorrono vacanze più brevi, così i bambini rimangono più tempo in città durante l’estate e sono maggiormente esposti alle alte temperature. A questo si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico: l’aumento delle temperature medie rende ondate di calore più frequenti e intense, amplificando il riscaldamento urbano e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l’asfalto esposto al sole può raggiungere valori tra i 60 e gli 80 °C, contribuendo al disagio termico e aumentando i pericoli per i soggetti più vulnerabili, a partire dai bambini.

«I bambini non sono piccoli adulti: la loro capacità di regolare la temperatura corporea è ancora in fase di sviluppo, il che li espone maggiormente durante le ondate di calore, specialmente nei primi anni di vita o se affetti da patologie croniche», sottolinea Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell’Ospedale Bambino Gesù. Per questo motivo, conclude, prevenzione e riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono essenziali.