NAPOLI – Il gip del tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti, ha disposto tre misure cautelari di sospensione dall’esercizio della professione nei confronti di tre operatori di un Caf di Casal di Principe (Caserta). I destinatari sono Vincenzo Simeone, ex consigliere comunale e figura di riferimento del centro, Iolanda Di Caterino, legale rappresentante del patronato dell’associazione “Lega Comunale Uila” di Casal di Principe, e Gianluca Simeone, collaboratore stretto di Vincenzo. Sono accusati di aver orchestrato un sistema di certificati medici falsi per ottenere pensioni di invalidità.
La Procura di Napoli Nord aveva richiesto misure più severe: sette arresti domiciliari e 18 interdizioni per i 25 indagati nell’inchiesta. Tuttavia, molte esigenze cautelari sono decadute a causa del lungo tempo trascorso dalla richiesta — presentata nel ottobre 2024 — e in seguito ad accertamenti e interrogatori previsti dalla nuova normativa penale. Alcuni indagati, in particolare medici, sono risultati estranei al presunto giro e, in certi casi, lo hanno denunciato. Tra questi, un medico nominato consulente tecnico d’ufficio dal tribunale ha segnalato di aver trovato un certificato recante la sua firma mai apposta da lui, circostanza che ha dato impulso alle indagini, pur avendolo reso inizialmente indagato.
Dalle verifiche della Guardia di Finanza è emerso che il presunto controllo dell’attività illecita sarebbe stato gestito dai tre rappresentanti del Caf insieme a tre avvocati — Andrea Cantiello, Antonio Cantile e Giuseppe Fabozzi — per i quali la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari. Il gip, però, ha disposto misure interdittive solamente per i tre esponenti del Caf.
Gli investigatori hanno analizzato 234 fascicoli relativi a ricorsi seguiti dai tre legali, riscontrando pratiche di falsificazione di certificati medici finalizzate a documentare patologie ritenute idonee al riconoscimento di prestazioni da parte dell’Inps. Secondo l’accusa, vi sarebbe stato un accordo tra i titolari e il personale del Caf, gli avvocati coinvolti e i medici chiamati come Ctu per attestare condizioni cliniche false, così da ottenere i benefici previdenziali; in alcuni casi, anche di fronte a respingimenti dell’Inps, sarebbe stata messa in atto un’azione complementare per ottenere l’esito favorevole, compreso il rilascio di certificazioni a domicilio.
Nello staff legale risultano inoltre coinvolti i nomi di Giovanni e Michele Cantelli, Generoso Grasso, Alfonso Quarto, Raffaele Costanzo e Fabio Della Corte.

