Il primo a finire in manette è stato un uomo rumeno di 38 anni. Su di lui pendevano ben tre ordini di arresto partiti dalla Romania. L’elenco dei suoi reati è lunghissimo: si va dalle truffe al computer ai furti, passando per rapine a mano armata, sequestri di persona e disturbo alla quiete pubblica. In totale deve scontare una pena pesantissima: 19 anni e 10 mesi di prigione.
Per prenderlo, i poliziotti della Squadra Mobile di Roma e gli esperti della cooperazione internazionale (lo SCIP) hanno studiato un piano perfetto. Hanno aspettato i familiari dell’uomo all’aeroporto di Ciampino. Appena i parenti sono saliti in macchina, gli agenti li hanno seguiti di nascosto fino a Latina. Lì, ad aspettare la famiglia, c’era proprio il latitante. Quando la Polizia lo ha fermato, l’uomo ha tirato fuori un documento d’identità falso, e per questo è stato anche denunciato.
l secondo ricercato è un cittadino polacco, che si nascondeva a Roma nella zona del quartiere Trionfale. L’uomo era attivamente ricercato dal 2017 per reati contro il patrimonio (come furti o truffe) e deve scontare sei mesi di carcere. A tradirlo è stata la tecnologia: appena l’uomo si è registrato in una struttura ricettiva, il sistema informatico “Alloggiati Web” ha fatto scattare un allarme automatico direttamente alla sala operativa della Questura. Gli investigatori del Commissariato Villa Glori sono andati subito sul posto, lo hanno identificato e lo hanno arrestato.
Per entrambi i criminali si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli a Roma. Restano in cella in attesa che vengano completate le pratiche per l’estradizione, cioè il trasferimento nei loro Paesi d’origine dove sconteranno la pena.

