BRINDISI – Un cittadino palestinese di 30 anni è stato arrestato nella notte a Latiano, in provincia di Brindisi, con l’accusa di istigazione a commettere delitti aggravati dalla finalità di terrorismo e dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ed eseguita dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros), con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Brindisi.
Contestualmente, i militari hanno eseguito un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti di un altro cittadino palestinese, di 25 anni, attualmente indagato a piede libero per le medesime ipotesi di reato.
L’indagine ha preso avvio da una segnalazione effettuata da una stazione dei Carabinieri del territorio brindisino, che aveva individuato un profilo attivo su una nota piattaforma social contenente immagini, video e commenti riconducibili al conflitto israelo-palestinese.
Gli approfondimenti investigativi condotti dal Ros hanno consentito di ricostruire la rete di contatti virtuali degli indagati e, secondo gli inquirenti, di documentare un percorso di progressiva radicalizzazione ideologica del trentenne arrestato.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo sarebbe passato da manifestazioni di solidarietà nei confronti della causa palestinese a contenuti sempre più vicini alla propaganda jihadista. Gli investigatori contestano in particolare la diffusione di messaggi ritenuti apologetici nei confronti di azioni terroristiche e del martirio, oltre a dichiarazioni interpretate come sostegno ideologico alla violenza di matrice estremista.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’esistenza di altri soggetti coinvolti nella rete di contatti monitorata dagli investigatori.
Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.

