Gestire la pressione ai Giochi Olimpici è forse la sfida più ardua nella carriera di un atleta. Che cosa succede, però, nella testa di uno sportivo quando entra in gioco anche il peso delle aspettative di una Nazione intera? A rispondere a questa e altre domande, è il mental coach Marco Valerio Ricci, uno dei principali specialisti italiani nella Programmazione Neuro Linguistica, con un’esperienza ventennale nello sport. Ricci, infatti, è stato il primo mental coach italiano a entrare a far parte dello staff ufficiale di una Squadra Nazionale maggiore, la Nazionale Italiana di Rugby nel 2007.
Secondo il professionista, “è normale, in un evento come le Olimpiadi, che si crei una forte pressione data dalle aspettative di uno Stato”. Ed è qui che entra in gioco l’importanza di lavorare con un atleta sull’aspetto mentale con l’obiettivo, spiega Ricci, di “recuperare la dimensione umana dello sport, il suo perché più profondo”, che molto spesso coincide con “la passione e l’amore per la propria disciplina”. Federica Brignone, ad esempio, ci è riuscita nonostante un infortunio terribile che ha rischiato di compromettere la
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