BRASILIA – Luiz Inácio Lula da Silva resterà alla guida del Brasile per un nuovo mandato presidenziale.
Il presidente uscente ha vinto il ballottaggio del 25 ottobre contro il senatore Flávio Bolsonaro, conquistando il 51,79% dei voti validi, pari a oltre 64,2 milioni di preferenze.
Il suo avversario si è fermato al 48,21%, con circa 59,8 milioni di voti.
I dati definitivi del Tribunale superiore elettorale brasiliano (TSE) certificano una vittoria con uno scarto di oltre 4,4 milioni di voti.
Per Lula si tratta di una nuova affermazione dopo il successo del 2022 e dei due precedenti mandati, dal 2003 al 2010.
Il risultato segna anche una rimonta rispetto al primo turno, quando Flávio Bolsonaro aveva ottenuto il 47,03%, contro il 45,16% del leader del Partito dei Lavoratori (PT).
Dopo l’annuncio della vittoria, Lula ha celebrato il risultato davanti ai sostenitori riuniti a San Paolo, ringraziando chi si è mobilitato, a suo dire, in difesa della democrazia.
La contestazione di Bolsonaro
Flávio Bolsonaro ha annunciato l’intenzione di chiedere l’annullamento del voto, contestando la decisione di prolungare di due ore le operazioni elettorali in seguito alle segnalazioni di difficoltà nel trasporto degli elettori.
Il provvedimento, adottato dal giudice Cristiano Zanin, ha disposto la proroga fino alle 19 ora locale dopo le denunce relative a problemi nei collegamenti e nei servizi di trasporto pubblico in diverse aree del Paese.
La richiesta di estensione era stata avanzata anche dalla campagna di Bolsonaro, ma il candidato sconfitto ha successivamente contestato la gestione della decisione, sostenendo che avrebbe modificato le regole durante le operazioni di voto.
Le autorità elettorali hanno comunque certificato il risultato definitivo, che assegna la vittoria a Lula. La contestazione annunciata da Bolsonaro apre ora un possibile fronte legale sulla legittimità del voto.

