Borse di studio per i figli meritevoli dei dipendenti, il chiarimento del Fisco: «Non serve giustificare all’azienda come vengono spese»

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L’Agenzia delle Entrate traccia una linea di confine con una circolare del 2016: i fondi servono a premiare l’eccellenza, non importa in che modo vengono utilizzati. Inoltre i fondi per i figli meritevoli «non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente»

Meritocrazia senza burocrazia. È questa la strada tracciata dall’Agenzia delle Entrate sulle borse di studio per merito scolastico e accademico, riconosciute dalle aziende ai figli dei propri dipendenti. Un riconoscimento alla dedizione scolastica, ma senza l’onere delle scartoffie e delle giustificazioni su come vanno spesi i soldi della borsa di studio: è quanto prevede, infatti, una nuova pronuncia dell’Agenzia delle Entrate sul tema. Si tratta di un chiarimento (risposta all’interpello n. 231/2024) che segna una linea di confine

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