BORDIGHERA – “Aiello ha negato ancora una volta di aver mai messo le mani addosso alle sue figlie, né a Beatrice né alle altre, e ha detto che in sua presenza non ha assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie”. Lo ha detto, al termine dell’interrogatorio di garanzia, Bruno Di Giovanni, l’avvocato che difende insieme alla collega Laura Corbetta la 44enne Emanuela Aiello, la donna accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte nei confronti della piccola Beatrice, la figlia di due anni deceduta a Bordighera, in provincia di Imperia, lo scorso 9 febbraio.
“Abbiamo preso atto – ha aggiunto il difensore – che è stato modificato il capo di imputazione ma purtroppo gli atti su cui sia basa questa modifica non ci sono ancora stati forniti, mentre avremmo dovuto averli in previsione dell’interrogatorio”.
“Aiello – ha concluso Di Giovanni – ha risposto a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero, a tratti si è emozionata, ha pianto, ma ha reso quella che è la sua versione. Valuteranno poi i giudici se il fatto che comunque la bambina abbia subito dei maltrattamenti, anche ad opera eventualmente di terzi, possa chiamare in causa una sua responsabilità di carattere omissivo avendo lei l’obbligo di protezione della figlia”.
Anche il compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, arrestato nei giorni scorsi con le stesse accuse, è stato sottoposto oggi all’interrogatorio di garanzia ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

