BOLOGNA – Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri insieme per restituire alla vittima di una truffa aggravata oltre 30mila euro tra contanti e gioielli.
La riconsegna integrale dei beni è avvenuta il 30 aprile scorso negli uffici della Questura di Bologna, al termine di un’attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato di Bologna e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Parma.
I fatti risalgono al 12 marzo, quando gli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Bologna, insieme ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Parma, hanno arrestato un cittadino italiano del 2000 accusato di aver messo a segno una truffa ai danni di una famiglia residente a Parma.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe contattato telefonicamente la vittima, una donna di 55 anni, fingendosi un collaboratore dell’Arma dei Carabinieri. I truffatori avevano convinto la donna che il marito fosse coinvolto in una rapina e che fosse necessario consegnare denaro e preziosi per evitare conseguenze giudiziarie e l’arresto del coniuge.
Mentre alcuni complici tenevano lontani i familiari con vari stratagemmi, il 26enne si sarebbe presentato direttamente nell’abitazione per ritirare il denaro e i gioielli. Subito dopo si era diretto verso Bologna, dove è stato intercettato e bloccato all’interno di un taxi nei pressi della stazione di Bologna Centrale.
La refurtiva recuperata comprendeva oltre 30mila euro in contanti, custoditi in diverse buste contenenti anche lettere e risparmi legati a ricordi familiari e regali di compleanno. Restituiti inoltre numerosi gioielli e oggetti preziosi, tra cui orologi di marca, anelli d’oro incisi, bracciali personalizzati, spille, collane di perle e corallo e persino due monete d’oro da un dollaro risalenti al 1851.


