Sono due i temi più importanti che ci lascia quest’edizione di Misano 2026. Il primo è sempre Bez, il secondo è sempre Marc Marquez. Perché dalle super qualifiche del sabato, con un record sulla pista che aveva fatto impazzire il pubblico tricolore, Bez non è riuscito a dar continuità alla pole e purtroppo, proprio partendo forte e scappando via resistendo al primissimo attacco di Marquez, è volato giù in occasione della curva 13: alla 12 la traiettoria perde direzione letale, alla 13 impatto fatale su ghiaia. Uno dei due protagonisti più attesi, il beniamino di casa, finisce la sua gara dopo nemmeno un giro. Delusione e dispiacere per tutti, ma soprattutto grossa preoccupazione iniziale: fortunatamente, illeso, sta bene.
E chiaramente il campione del mondo, dietro e forte alla calcagna, non poteva che approfittarne. Prende subito il controllo del GP al Mugello e senza più il temuto rivale, si prende il gran premio di San Marino: danza, amministra e gestisce, brillando fino all’ultimo respiro, per un dominio mai conteso. C’ha provato il fratello Alex, che chiude secondo all’interno di un podio completato da Pedro Acosto.
Per Marc Marquez, però, il sussulto di Misano pesa tantissimo soprattutto a livello di classifica. Delude ancora dietro Jorge Martin, solo quinto: ciò pertanto significa una cosa sola, l’aggancio in classifica. Una rimonta da urlo, per Marquez, che adesso proprio nel momento più importante della stagione sente come i grandi campioni l’odore del sangue e punta al definitivo sorpasso. Sta volando, quando conta di più. Ha recuperato 85 punti su Martin, rimonta monstre. Una Misano, questa, che rischia invece di costar definitivamente carissima al protagonista assoluto della prima parte di stagione, quel Bez che adesso guarda da lontano la coppia in testa a -33.

