Nelle ultime ore si è registrato un vero e proprio assalto ai distributori in tutta Italia, con lunghe code e diverse pompe già rimaste letteralmente a secco. A scatenare la corsa al pieno è l’entrata in vigore del blocco dei prezzi introdotto dai colossi energetici per arginare la stangata causata dal taglio degli sconti statali sulle accise.
Il fronte del “price cap” si sta allargando rapidamente. Dopo il via di Eni e l’immediata adesione di Ip (Socar), proprio in queste ore anche Q8 Italia ha annunciato il congelamento dei propri listini a partire dal primo ottobre. Una mossa che estende lo scudo tariffario a quasi 10.000 stazioni di servizio, coprendo circa la metà dell’intera rete nazionale. Il tetto garantisce un risparmio netto rispetto alle medie ministeriali di 2,152 euro per la benzina e 2,369 euro per il diesel, fissando il limite massimo self service rispettivamente a 1,99 euro/litro e 2,19 euro/litro.
Cosa accadrà nei prossimi giorni? In queste ore si temono forti disagi legati all’approvvigionamento della rete, messi a dura prova dal picco straordinario di richieste. Sul fronte dei prezzi, la pressione competitiva esercitata dai tre big del mercato potrebbe costringere anche le “pompe bianche” e i marchi minori ad adeguarsi per non perdere clienti. Lo scudo delle compagnie durerà trenta giorni, un mese chiave in cui il governo Meloni cercherà di negoziare nuove misure di stabilità energetica a livello europeo per evitare una nuova, pesantissima fiammata d’autunno.

