BARI – Avrebbe creato una rete composta da 18 società fittizie, intestate a familiari e prestanome, per ottenere indebitamente finanziamenti garantiti dallo Stato durante l’emergenza Covid. È quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza del Nucleo operativo metropolitano di Bari, coordinate dalla Procura della Repubblica.
Al termine dell’attività investigativa sono finite nel registro degli indagati 19 persone. Per l’imprenditore ritenuto al centro del presunto sistema, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura degli arresti domiciliari.
Le accuse, a vario titolo, sono quelle di malversazione ai danni dello Stato, autoriciclaggio ed evasione fiscale. Secondo gli inquirenti, le società sarebbero state utilizzate per accedere ai finanziamenti assistiti dalle garanzie pubbliche previste durante la pandemia, ottenendo risorse che non sarebbero spettate ai beneficiari.
Nell’ambito dell’inchiesta, il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo di beni per circa 620mila euro nei confronti di due degli indagati, ritenuti destinatari di parte delle somme oggetto delle contestazioni.
Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti e ricostruire l’intero flusso delle risorse ottenute attraverso il presunto sistema fraudolento.

