BARCELLONA – L’aggressione subita dal 21enne italiano Nicola Maggiotto, ricoverato in terapia intensiva dopo una rissa avvenuta nella zona del Port Forum, riporta l’attenzione sul tema della sicurezza a Barcellona, soprattutto nelle aree della movida e nei luoghi frequentati da turisti e giovani.
Non è la prima volta che un italiano viene aggredito a Barcellona. Luigi Ciatti, padre del 22enne Niccolò, il ragazzo di Scandicci (Firenze) ucciso il 12 agosto 2017 a 22 anni a Lloret de Mar, preso una discoteca, in circostanze che ricordano quanto accaduto a Barcellona a Nicola Maggiotto. ricorda gli atteggiamenti tenuti da polizia e magistratura catalana nella ricerca e nella condanna dei colpevoli dell’omicidio del figlio. Per la morte di Niccolò fu condannato solo Rassoul Bissoultanov, ceceno e all’epoca 24enne, che peraltro è scappato ed è latitante dal luglio 2022, dopo la sentenza del tribunale di Girona che lo condannò in primo grado a 15 anni.
“Quello che è successo a Niccolò”, ucciso in un pestaggio in discoteca nel 2017 a Lloret de Mar, “ce l’abbiamo sempre davanti e fa pensare che purtroppo c’è sempre tanta violenza assurda tra ragazzi. Mi auguro che questo ragazzo veneto, Nicola, riesca tranquillamente a uscirne e a riprendere la sua vita” ma “mi auguro anche che la giustizia spagnola questa volta, rispetto a quello che hanno fatto a noi, hanno fatto a Niccolò, funzioni in maniera adeguata e corretta”.
I dati più recenti tracciano un quadro non univoco. Nella prima metà del 2025, il numero complessivo dei reati denunciati in città è diminuito dell’8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono calati anche furti e rapine in strada, mentre è diminuita la recidiva.
Parallelamente, però, sono aumentati del 2,8% i reati contro le persone, che rappresentano l’8,5% degli illeciti complessivamente registrati a Barcellona. Il dato comprende le condotte violente e le aggressioni, pur senza consentire di isolare con precisione le risse e i pestaggi avvenuti in strada o all’uscita dai locali.
Un ulteriore segnale di attenzione riguarda il possesso di armi bianche. Nel primo semestre del 2025, le forze dell’ordine hanno sequestrato 1.844 coltelli e lame, con un aumento del 48,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato non prova automaticamente una crescita proporzionale delle aggressioni con coltello, ma testimonia una maggiore presenza di strumenti potenzialmente pericolosi nello spazio pubblico.
Barcellona non può quindi essere definita, sulla base dei dati disponibili, una delle città più violente d’Europa. I confronti internazionali restano difficili: le banche dati europee raccolgono in modo comparabile soprattutto statistiche nazionali su omicidi volontari e violenza sessuale, mentre i dati comunali su lesioni, aggressioni e risse vengono registrati secondo criteri diversi da Paese a Paese.
Il quadro suggerisce tuttavia che la diminuzione generale della criminalità non elimina le criticità legate alla sicurezza personale, in particolare nelle fasce notturne e nei contesti della movida. Il caso del giovane italiano resta ora al centro dell’inchiesta dei Mossos d’Esquadra, chiamati a ricostruire la dinamica dell’aggressione e a identificare le persone coinvolte.

