GENOVA – Cresce ancora il numero delle località italiane premiate con la Bandiera Blu.
Per il 2026 sono infatti 257 i Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee), undici in più rispetto allo scorso anno. Le spiagge premiate salgono complessivamente a 525, pari a circa l’11,6% di quelle riconosciute a livello mondiale, mentre aumentano anche i Comuni lacustri e i porti turistici insigniti del vessillo.
A guidare la classifica nazionale è ancora una volta la Liguria, che conquista 35 Bandiere Blu e si conferma la regione più premiata d’Italia. Seguono Calabria e Puglia, entrambe a quota 27 riconoscimenti. La Calabria è tra le regioni che registrano la crescita più significativa grazie a quattro nuovi ingressi, mentre la Puglia mantiene il suo alto numero di località premiate nonostante due uscite.
Restano stabili Campania e Marche con 20 Comuni ciascuna, mentre la Toscana sale anch’essa a 20 grazie all’ingresso di Monte Argentario. Crescono anche Sardegna e Sicilia, rispettivamente con 17 e 16 località premiate. L’Abruzzo conferma le sue 16 Bandiere Blu, mentre il Lazio perde una posizione e scende a 10 riconoscimenti dopo l’uscita di San Felice Circeo.
Tra le nuove località premiate figurano Rimini in Emilia-Romagna, Andora e Taggia in Liguria, Monte Argentario in Toscana, Teulada in Sardegna e Lipari e Ispica in Sicilia. In Calabria entrano Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri, mentre in Puglia vengono premiate Morciano di Leuca e Tricase. La Lombardia conquista invece un nuovo riconoscimento lacustre con Limone sul Garda.
Tre, invece, i Comuni che non sono stati confermati: oltre a San Felice Circeo nel Lazio, escono dalla lista Patù e Castrignano del Capo in Puglia.
Crescono anche gli approdi turistici premiati, che salgono a 87 grazie a tre nuovi ingressi, tra cui Portomaran di Marano Lagunare in Friuli Venezia Giulia e due strutture liguri, Marina del Fezzano a Portovenere e Porto Carlo Riva a Rapallo.
La Bandiera Blu viene assegnata ogni anno sulla base di rigorosi criteri ambientali e turistici. Tra gli elementi valutati figurano la qualità delle acque di balneazione, l’efficienza della depurazione, la gestione dei rifiuti, la presenza di piste ciclabili e aree verdi, i servizi di sicurezza sulle spiagge, l’accessibilità e le attività di educazione ambientale. Un riconoscimento che continua a rappresentare uno dei principali indicatori della qualità ambientale e dell’accoglienza turistica delle località costiere e lacustri italiane.

