Rischia di diventare uno di quei casi in grado di far storia. Che crea un prima ed un dopo. In altre parole, che crea un precedente. Tutto dipenderà da come finirà, una storia del genere. Che forse passa persino troppo sottotraccia a livello internazionale, per quanto può pesare in futuro.
Parliamo di Lameck Banda. L’ala dello Zambia, da anni in forza al Lecce, quest’anno all’improvviso finalmente idolo del Via del Mare per quel gol salvezza col Genoa che per settimane lo trascinerà dritto al cuore del folklore e sentimento giallorosso. Ma solo per settimane, però.
Coi vecchi agenti passerà in sede a rinnovare il contratto col Lecce, club che eserciterà l’opzione a salvezza acquisita. Salvo poi.. sparire. Perchè da quel 13 luglio, giorno di raduno ed inizio del ritiro salentino, non si farà più vivo. Staccherà ogni contatto col mondo, resterà in patria, protretto da amici e familiari.
Nel frattempo aveva cambiato agenti e teneva già in serbo un accordo con lo Swehly, club della Libia. Che lo avrebbe pagato a peso d’oro, a livello di ingaggio, se lo avesse preso a zero.
Il Lecce chiaramente indignato è pronto a rivolversi a chiunque. Difra deluso dal punto di vista umano, patron Sticchi Damiani implora addirittura squalifica: da settimane hanno perso speranza, hanno capito che Banda non tornerà mai più. Impotenti, vogliono far valer i contratti. Col manforte della FIGC, ora sono pronti a ricorrere a TAS e FIFA.

