21 Agosto 2026

Attentato a Ranucci, arrestato Lavitola: “Ideò il piano e reclutò il commando”

ROMA - L’imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola è stato arrestato oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato incendiario avvenuto davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia. I fatti risalgono allo scorso ottobre, quando nella notte un ordigno esplose davanti alla casa del conduttore televisivo, provocando danni a due auto di famiglia.…
10 Agosto 2026
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ROMA – L’imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola è stato arrestato oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato incendiario avvenuto davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia. I fatti risalgono allo scorso ottobre, quando nella notte un ordigno esplose davanti alla casa del conduttore televisivo, provocando danni a due auto di famiglia. La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari.

Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di un ordigno esplosivo, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Lavitola avrebbe ideato il piano criminoso, incaricando Tavares Gomes Clesio di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo ed eseguire l’attentato. Lo stesso Lavitola avrebbe inoltre partecipato, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo effettuato il 15 settembre 2025 nei pressi dell’abitazione del giornalista.

Gomes, attualmente ricercato, avrebbe svolto un ruolo di coordinamento operativo, reclutando e istruendo gli esecutori materiali, provenienti dalla Campania. Oltre al primo sopralluogo, avrebbe preso parte a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del gruppo l’auto del suocero.

Il quadro investigativo è stato delineato attraverso l’analisi incrociata dei tabulati telefonici e dei dati telematici relativi alle celle presenti nell’area dell’attentato, il monitoraggio dei veicoli utilizzati nelle fasi preparatorie e l’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, elementi che avrebbero smentito i tentativi di costruzione di alibi difensivi.