VIENNA (AUSTRIA) – Un weekend all’insegna del tennis. Purtroppo però, decisamente ben poco tricolore in quel di Vienna. Che senza Sinner, descrive un’altra Caporetto italiana. Nessun azzurro in semifinale. Chi è uscito subito, poteva far decisamente più strada. Delusioni Darderi e Musetti agli ottavi, usciti sconfitti dal doppio canale italoamericano, che ha dipinto vincenti rispettivamente Paul e Tiafoe.
Le speranze d’arrivar fino in fondo vertevano sul Martello, Matteo Berrettini, che superato Cobolli che ha alzato bandiera bianca agli ottavi sperava di riuscir a centrar più riposato la semifinale. Invece niente da fare, a Vienna s’è imposto De Minaur. Non era certamente un avversario impossibile da battere come descrivono gli stessi precedenti, che oggi dipingono un tre pari complessivo. Ma a Vienna, dopo un primo set in cui per tratti Berrettini ha fatto voce grossa ma uscendo sconfitto tra rimpianti al tiebreak, s’è imposto bene l’australiano, che nel secondo set ha chiuso liscio 6-2. In semifinale affronterà Zverev, prossimo N1 al mondo; nell’altra, fascino e prestigio, si affrontano Medvedev ed Alcaraz.
Per l’Italia dunque un solo azzurro ai quarti, nessuno in semifinale. E pensar che senza Sinner, sulle Alpi, ne portavamo comunque cinque. Alla fine, dunque, bilancio negativo. Pur per Berrettini stesso, dopo la mancata convocazione del ct Volandri alla Davis; aveva e nutriva voglia di riscatto, aveva voglia di spiegare al Bel Paese cosa si fosse perso il commissario tecnico. Voglia, soprattutto, di sentirsi ancora vivo: vero e proprio fil conduttore di questi anni berrettiniani.

