1 Luglio 2026

Archeologia, gli Etruschi non cessano di stupire: scoperto un tempio monumentale a Vulci

Gli Etruschi non cessano di stupire. Un team di archeologi di due atenei tedeschi, guidato da Mariachiara Franceschini dell’Università di Friburgo e Paul P. Pasieka dell’Università di Magonza, ha scoperto un tempio etrusco precedentemente sconosciuto a Vulci, l’antica città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nella Maremma…
25 Novembre 2022
Etruschi ok
Etruschi ok

Gli Etruschi non cessano di stupire. Un team di archeologi di due atenei tedeschi, guidato da Mariachiara Franceschini dell’Università di Friburgo e Paul P. Pasieka dell’Università di Magonza, ha scoperto un tempio etrusco precedentemente sconosciuto a Vulci, l’antica città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nella Maremma laziale. L’edificio sacro, che misura 45 metri per 35 metri, è situato ad ovest del Tempio Grande, che fu scavato nel 1950. L’esame iniziale degli strati della fondazione dell’angolo nord-est dell’edificio e degli oggetti che sono stati portati alla luce, ha convinto i ricercatori a datare la costruzione del tempio verso la fine del VI o l’inizio del V secolo a.C.

Etruschi, scoperto un tempio monumentale a Vulci: la particolarità

“Il nuovo tempio ha all’incirca le stesse dimensioni e su un allineamento simile al vicino Tempio Grande, ed è stato costruito all’incirca nello stesso periodo arcaico”, spiega Franceschini in un comunicato ufficiale diffuso dall’Università di Friburgo. “Questa duplicazione di edifici monumentali in una città etrusca è rara e indica una scoperta eccezionale”, sottolinea Pasieka. Il team ha scoperto il tempio lavorando al progetto ‘Vulci Cityscape’, lanciato nel 2020 e finalizzato alla ricerca delle strategie insediative e delle strutture urbanistiche della città etrusca. Vulci era una delle dodici città della federazione etrusca e in epoca preromana era uno dei centri urbani più importanti dell’Italia centrale.

LEGGI ANCHE

Etruschi: la scoperta degli archeologi di Friburgo e Magonza

“Abbiamo studiato l’intera area settentrionale di Vulci, che è di 22,5 ettari, utilizzando la prospezione geofisica e il Ground Penetrating Radar”, spiega Pasieka. “Abbiamo scoperto resti delle origini della città che prima erano stati trascurati a Vulci e ora siamo in grado di comprendere meglio le dinamiche dell’insediamento e del sistema viario,