20 Settembre 2026

Aprilia – Aggressione con il sampietrino, ora è tentato omicidio: nuova pesantissima accusa per il 47enne tunisino

La Procura di Latina ricalcola le prove e aggrava la posizione dell'uomo bloccato a Fiumicino. La vittima lotta ancora tra la vita e la morte al San Camillo
6 Settembre 2026
aprilia sanpietrino aggressione
Il sanpietrino utilizzato per l'aggressione
Grave aggressione lo scorso 22 agosto nel pieno centro di Aprilia, in piazza della Repubblica. Un uomo di 55 anni è finito in ospedale in fin di vita dopo essere stato colpito violentemente alla testa con un sampietrino. Per questo motivo, un tunisino di 47 anni (residente ad Aprilia) si trova ora dietro le sbarre. Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Latina, accogliendo la richiesta della Procura, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa pesantissima di tentato omicidio.

Tutto è iniziato nella tarda mattinata del 22 agosto. All’inizio la Polizia Locale era intervenuta sul posto perché era arrivata la segnalazione di un pedone investito da un’auto. Quando però sono arrivati i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, la situazione è apparsa subito molto diversa e ben più grave. La vittima, che perdeva molto sangue ed era ferita in modo serio, è stata portata d’urgenza al Pronto Soccorso di Aprilia. Da lì, vista la gravità della situazione, i medici hanno disposto il trasferimento immediato in eliambulanza all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove l’uomo si trova ancora oggi ricoverato in condizioni critiche.

Per capire cosa fosse successo davvero, i militari hanno guardato ore e ore di filmati registrati dalle tante telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che dei negozi della zona. Grazie a questi video, gli investigatori hanno ricostruito la scena: l’indagato e la vittima stavano discutendo animatamente. Alla fine del litigio, il 47enne ha raccolto da terra tre sampietrini e li ha lanciati contro il 55enne, colpendolo in pieno alla testa con l’ultimo lancio. Poco distante dal luogo dell’aggressione, le forze dell’ordine hanno ritrovato i sampietrini sporchi e altre prove utili.

A quel punto è scattata la caccia all’uomo. Le ricerche sono durate poche ore e si sono concluse all’aeroporto di Fiumicino. La Polizia di Frontiera ha individuato il presunto aggressore proprio mentre si trovava al gate, pronto a salire su un aereo diretto in Tunisia per far perdere le proprie tracce. Durante il controllo del suo bagaglio a mano, gli agenti hanno trovato persino i vestiti che l’uomo indossava durante l’aggressione in piazza.

Subito dopo il fermo, il tunisino è stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia. Il 25 agosto, il Gip del Tribunale di Civitavecchia ha convalidato l’arresto, ma ha inizialmente catalogato il fatto come “lesioni personali aggravate”. Una volta passati i documenti alla Procura di Latina, i magistrati hanno ricontrollato tutte le prove e hanno deciso di aggravare la posizione dell’uomo, chiedendo una nuova misura per tentato omicidio.