ROMA, 3 AGO – L’Antitrust ha autorizzato l’acquisizione di PagoPa da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), che deterrà il 51% della società, e di Poste Italiane, con una quota del 49%. Come riportato nell’ultimo bollettino dell’Autorità, l’operazione non presenta criticità per la concorrenza e non sarà quindi aperta un’istruttoria.
Nel provvedimento, l’Autorità affronta anche le osservazioni avanzate dall’Abi sui possibili vantaggi competitivi per Poste Italiane. Tali preoccupazioni, secondo l’Antitrust, risultano superate dalle garanzie previste a tutela del mercato, introdotte anche su richiesta della stessa Autorità.
Le misure riguardano la governance societaria, la riservatezza delle informazioni e l’adozione di regole tecniche, informatiche e organizzative per impedire discriminazioni nell’accesso ai dati e nella fornitura dei servizi.
Per quanto riguarda la gestione della società, PagoPa potrà essere amministrata da un amministratore unico oppure da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, presidente compreso. Ipzs avrà il diritto di nominare l’amministratore unico oppure, nel caso di un Cda, tre componenti, tra i quali l’amministratore delegato, titolare dei poteri esecutivi e gestionali.
Poste Italiane, in qualità di socio di minoranza, potrà designare due membri non esecutivi del consiglio di amministrazione e indicare tra questi il presidente. L’Antitrust precisa che le proposte sulle delibere relative ai servizi erogati attraverso le piattaforme gestite da PagoPa, così come quelle sulla nomina o revoca dei dirigenti con responsabilità strategiche, resteranno di competenza dell’amministratore delegato. Al presidente del Cda saranno invece attribuite funzioni di carattere prevalentemente non esecutivo.

