Anticorpi a 45mila prima del richiamo, per Green Pass non bastano

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Perché gli anticorpi alti non vengono tenuti in considerazione? Un mistero a cui nessuno ha mai dato una soluzione. Vi racconto la storia di Andrea (nome di fantasia), che ci è arrivata tramite lettera di una sua parente a Coraggiosamente.it, e che lascia davvero senza parole.
“Voglio denunciare e raccontare il caso di mio cognato”, scrive Anna, “e spiegare come si senta ricattato nella decisione di vaccinarsi”. Per lavorare, come tutti, “Andrea ha bisogno del Green Pass rafforzato. Ha avuto il covid a novembre 2020, dopodiché a novembre 2021 ha fatto l’esame degli anticorpi della proteina spike e, dopo un anno, aveva ancora 251 anticorpi AU/ml”. Tra molte perplessità e “spinto dalla necessità di lavorare, il 15 dicembre 2021 Andrea è andato a farsi la prima dose di vaccino (MODERNA)”. L’11 gennaio 2022 “ha rifatto l’esame degli anticorpi della proteina spike, ed ha 45000 anticorpi AU/ml”. I medici “che ha consultato gli hanno assolutamente sconsigliato di fare la seconda dose, appunto perché gli anticorpi sono davvero parecchi e potrei rischiare anche la vita”. Quando è andato all’Hub vaccinale per spiegare il suo caso, “nessuno ha saputo argomentargli il fatto dei suoi ben 45000 anticorpi, ma gli hanno solo detto che deve fare per forza la seconda dose perché è passato troppo tempo da quando ha preso il Covid alla prima dose”. Anna ci chiede, “cosa faremmo al posto suo? Possibile mai che non ci sia nessun modo per evitare questa seconda dose?”. Ad Andrea serve il Green Pass “perché ha bisogno di lavorare e l’azienda (di manutenzione elettrica) che lo dovrebbe assumere per un contratto al momento trimestrale, gli ha chiesto il green pass da vaccino previsto per legge perché opera anche per aziende sanitarie!”.

La mia opinione

Il grande, immenso vuoto lasciato dalla scienza su questo fronte è desolante e preoccupante. La valutazione della risposta anticorpale, secondo la mia opinione, dovrebbe essere la prima valutazione da fare per rendere una persona libera di vivere in società, sia essa vaccinata o guarita. Perché ci si ostina ad ignorare questo dato così chiaro e fondamentale? Non tutti rispondiamo allo stesso modo alla malattia e ai vaccini e sarebbe intelligente valutare questo dato quale discrimine per seconde, terze, quarte dosi o per nessuna.
Andrea e tutti noi avremo mai una risposta?
 
di Valentina Rigano
 
Fonte: coraggiosamente.it

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