Salgono i casi di febbre West Nile, conosciuta anche come la Febbre del Nilo Occidentale, a Roma e in tutta la regione Lazio. L’ultimo bollettino ufficiale della Regione e dell’Istituto Spallanzani, aggiornato a ieri, mercoledì 5 agosto, mostra un chiaro aumento dei contagi sul territorio. Nel giro di una settimana, rispetto al controllo precedente del 29 luglio, i malati totali sono passati da 13 a 19. La cosa importante da sottolineare è che si tratta di tutti casi autoctoni, cioè persone che hanno preso il virus direttamente nel Lazio e non durante viaggi all’estero.
I medici spiegano che le diciannove persone contagiate si trovano in condizioni cliniche differenti. Dieci persone hanno purtroppo sviluppato i sintomi più gravi, ovvero la forma cosiddetta neuro-invasiva che colpisce direttamente il sistema nervoso. Altre otto persone hanno invece preso il virus in forma più leggera manifestando solo la febbre, mentre l’ultimo caso rimasto riguarda un donatore di sangue a cui il virus è stato scoperto solo grazie ai controlli di routine.
La mappa del contagio
La mappa del contagio: a Roma si registrano complessivamente quattro casi, divisi equamente tra la Asl Roma 2 e la Asl Roma 3, che comprende anche il Comune di Fiumicino. A questi si aggiungono i contagi dell’area metropolitana, con due casi nella Asl Roma 6 e uno nella Asl Roma 5. Per quanto riguarda il resto del Lazio, la provincia con più contagi resta quella di Latina, che conta ben dieci malati. Un caso si registra anche a Viterbo, mentre per un ulteriore contagio è ancora in corso l’indagine epidemiologica per capire dove sia nato.
Visto che il virus sta circolando, la Regione Lazio ha inviato una lettera urgente a ospedali, ASL, medici di famiglia e servizi veterinari. La richiesta principale è quella di spingere i sindaci dei vari Comuni a pulire e disinfestare il territorio in modo accurato.

