23 Ottobre 2026

Allarme povertà a Roma: record di famiglie senza cibo e casa, crescono gli italiani che chiedono aiuto

Il rapporto della Caritas fotografa una città in crisi: nel 2025 boom di nuovi poveri alle mense e ai centri di ascolto. Decisivo il lavoro di oltre 2.200 volontari per garantire pasti, posti letto e cure mediche gratuite
12 Ottobre 2026
Foto d'archivio
La povertà a Roma continua a crescere, colpendo sempre più famiglie che prima non avevano mai avuto bisogno di aiuto. È questo il quadro allarmante che emerge dal nuovo rapporto annuale della Caritas di Roma, intitolato “Una carità che interroga e rigenera”, relativo ai dati del 2025. I numeri mostrano un esercito della solidarietà in prima linea per garantire cibo, un tetto e cure mediche a migliaia di persone in difficoltà.

I numeri del cibo e dell’accoglienza

La prima emergenza nella Capitale riguarda la spesa quotidiana. Le tre mense sociali della Caritas hanno accolto 12.297 persone, e ben 3.535 di queste ci sono andate per la prima volta. Nei cinque Empori della solidarietà (con un sesto aperto a fine anno al Tuscolano) sono state aiutate 1.362 famiglie. In più, 3.210 persone hanno ricevuto i buoni spesa e sono stati distribuiti ben 26.112 pacchi di cibo.

Anche l’emergenza casa è drammatica. L’Ostello Don Luigi Di Liegro ha offerto oltre 63mila pernottamenti a 554 persone. A queste si aggiungono i posti letto di Casa Santa Giacinta (126 ospiti), Casa Santa Bakhita ad Acilia (35 mamme con bambini) e il Ferrhotel (53 uomini), oltre all’accoglienza diffusa e al programma di housing sociale Don Roberto Sardelli.

Salute, lavoro e la forza dei volontari

La Caritas si occupa anche di cure mediche. Il Poliambulatorio di Termini ha assistito 3.707 persone di 117 nazionalità diverse, erogando 17.112 prestazioni sanitarie. Il centro odontoiatrico ha invece curato 788 pazienti con 3.330 interventi. Non manca l’aiuto legale (134 assistiti) e il supporto per cercare lavoro, con 560 persone inserite in percorsi di formazione.

Ai tre centri d’ascolto principali si sono rivolte 4.423 persone (il 43% per la prima volta), tra cui tantissimi stranieri e ben 1.220 italiani che hanno chiesto aiuto al centro per le famiglie. Tutto questo è possibile solo grazie a una rete formata da oltre 1.600 volontari parrocchiali, 600 operatori settimanali, 42 giovani del servizio civile, 37 classi scolastiche e 64 gruppi della comunità. Il direttore Giustino Trincia ha confermato che questi dati guideranno gli interventi per i prossimi tre anni.