I dati del ministero della Salute: i casi aumentano a causa delle mancate vaccinazioni. Nel Lazio preoccupa il crollo delle seconde dosi tra i giovani adulti
I casi di morbillo in Italia stanno crescendo in modo evidente nel 2026 rispetto all’anno scorso. A lanciare l’allarme è il ministero della Salute attraverso una circolare ufficiale. Il documento parla chiaro: la situazione è preoccupante e la colpa è soprattutto della mancanza di vaccinazioni, che influisce pesantemente sulla diffusione della malattia.
L’aumento dei malati si concentra soprattutto in quattro regioni: Lazio, Calabria, Campania e Toscana. I dati arrivano direttamente dal Premal, il sistema informatico del ministero che tiene il conto in tempo reale delle malattie infettive. Mettendo a confronto i primi cinque mesi del 2025 con lo stesso periodo del 2026, i numeri fanno paura.
Il Lazio è passato da 47 a 54 casi. Nello stesso periodo, la Campania è balzata da 18 a 100 casi, mentre in Calabria si è passati da 17 a ben 265 contagi. L’impennata più clamorosa è in Toscana, che è passata da appena 6 casi a 49.
Ma chi si ammala? L’età media dei contagiati è di 30 anni. La fascia più colpita in assoluto è quella tra i 15 e i 39 anni, seguita da quella tra i 40 e i 64 anni. Quasi tutti i malati non erano vaccinati. Solo per un 18% non si conosce lo stato vaccinale, ma il dato resta chiaro: chi non si vaccina rischia grosso.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) spiega che per bloccare il virus serve l’immunità di gregge, che si ottiene solo se almeno il 95% della popolazione fa entrambe le dosi di vaccino. In Italia, però, siamo indietro: se per la prima dose siamo al 94,77%, per la seconda scendiamo all’84,45%.
Il Lazio va ancora peggio: la prima dose è al 95,60%, ma la seconda crolla al 77,81%.
Per questo il ministero chiede alle Regioni di fare subito campagne vaccinali mirate per i giovani adulti e le categorie a rischio, avviando anche recuperi per chi ha saltato la seconda dose. Medici di famiglia e pediatri dovranno muoversi per spiegare i rischi ai cittadini e far aumentare la fiducia nei vaccini.