19 Luglio 2026

Aldo Montano shock.. anafilattico: ricoverato al Santo Spirito

Ancora una grande paura. Ancora una folle corsa all'ospedale, quasi contro il tempo. Aldo Montano s'è l'è vista nuovamente brutta, ma sembra fortunatamente fuori pericoloso. Un nome un mito, nello sport italiano. L'ex schermidore livornese, famoso al resto del Pianeta ed icona azzurra grazie a quell'indimenticabile oro olimpico d'Atene 2024, è stato vittima di uno…
4 Luglio 2026
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Ancora una grande paura. Ancora una folle corsa all’ospedale, quasi contro il tempo. Aldo Montano s’è l’è vista nuovamente brutta, ma sembra fortunatamente fuori pericoloso.

Un nome un mito, nello sport italiano. L’ex schermidore livornese, famoso al resto del Pianeta ed icona azzurra grazie a quell’indimenticabile oro olimpico d’Atene 2024, è stato vittima di uno shock anafilattico.

E’ allergico alla caseina. Come ormai non si stufa e non si stanca di ripetere a tutti, soprattutto ad ogni cameriere dei ristoranti che spesso e volentieri va a trovare. Stavolta a Roma, quando nonostante le premesse il piatto servitogli era quasi risultato fatale.

Con amici e parenti, immediatamente immagini terrificanti. La paura, negli occhi di chi era seduto al suo fianco. L’immediato trasferimento in ospedale, al Santo Spirito. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento dei medici coinvolti, è andato tutto bene.

Adesso è ricoverato presso la stessa struttura, in attenta vigilanza e sotto osservazione. Lui, sui suoi social, rassicura tutti, sì, ma allo stesso tempo denuncia: “Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita. Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto. Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore. Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero dott.ssa Roberta dott.ssa Annalisa e Tiziano del pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito ed al mio driver coraggioso”.