Aifa, la Corte dei Conti apre inchiesta per il rifiuto degli anticorpi monoclonali

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Inutile ribadire il ruolo altamente strategico che AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha rivestito e continua a rivestire in questi mesi: data la delicatezza delle scelte che l’agenzia si è trovata ad assumere, ci si sarebbe aspettati il massimo livello di trasparenza.
Ebbene, è di ieri la notizia che La Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta proprio su AIFA.
Era l’ottobre del 2020, l’Italia si trovava nel pieno della cosiddetta seconda ondata quando la casa farmaceutica Ely Lilly propose di regalare 10mila dosi di farmaci monoclonali anti-covid e l’Agenzia del Farmaco, inspiegabilmente, rifiutò l’offerta. Formalizzando la decisione in una riunione del 29 ottobre.
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La trasmissione “Fuori dal coro” si è occupata a lungo della vicenda, sottolineando il fatto che in un primo momento l’Agenzia avesse addirittura negato l’esistenza del verbale di quella riunione e dopo una denuncia del Comitato Terapie Domiciliari, fosse intervenuto anche il TAR del Lazio a sollecitarne la pubblicazione, che però non è ancora avvenuta.
C’è da notare come gli anticorpi monoclonali sono attualmente approvati per la cura contro il Covid anche in Italia e siano molto ricercati, al punto da aver spinto il governo USA ad un vero e proprio contingentamento.

Ora la Corte dei Conti ha deciso di vederci chiaro e ha aperto un’indagine per “presunto danno erariale e scelta pubblica non ponderata”. Dunque si intende indagare nell’ottica di una scelta che avrebbe causato una perdita di denaro pubblico. Ma è evidente che questa storia potrebbe presentare i presupposti per un danno molto più grave. Come detto dal Professor Francesco Broccolo durante il servizio trasmesso da Mario Giordano, se AIFA avesse immesso i farmaci nel sistema sanitario, probabilmente “avremmo risparmiato molti ospedalizzati e soprattutto molti morti”.
Dunque, ci sarebbero gli elementi perché questa vicenda travalichi i contorni del semplice, si fa per dire, sperpero di denaro pubblico. Fare chiarezza diventa dunque un’emergenza, anche per ristabilire la credibilità di un’ Agenzia che continua a prendere decisioni determinanti per la salute dei cittadini italiani.
E’ appena stata diffusa, infatti, la notizia che AIFA ha deciso di prolungare la data di scadenza del Cominarty, il vaccino MRNA del Pfizer. Dai sei mesi inizialmente previsti si passa nove. Visto il precedente, come minimo viene da chiedersi se questa scelta sia frutto di una decisione adeguatamente ponderata.
Fonte: Byoblu.com

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