Non sono ore e giorni semplicissimi in casa Juventus. Un contesto complicato, che peggiora evidentemente giorno dopo giorno. Quello in cui società e Luciano Spalletti si rendono conto delle conseguenze della mancata qualificazione in Champions League.
VLAHOVIC L’addio di Vlahovic, il mancato rinnovo, ha fatto male a tutti. Per tanti motivi. Perché Spalletti non voleva nient’altro che un centravanti come lui: ambiva alla riconferma. Tornato appena un mese, nel finale di stagione ha fatto la differenza. Ancora 26enne, Luciano non desiderava nient’altro che continuare a lavorarci, per farlo definitivamente esplodere. Ma l’incontro tra club e calciatore alla Continassa di settimana scorsa non è andato come spiegato ed ampiamente descritto nella maniera sperata: fumata nerissima, il serbo punta a mantenere ingaggio da almeno 10 milioni a stagione, richieste distantissime dall’offerta bianconera rimasta sui sei più bonus.
SORLOTH Vlahovic ormai è diventato già passato. Non ci sono più margini, come risaputo: strette di mano fugaci e ognuno per la sua strada. Per Comolli allora diventa soltanto tempo di vagliare immediatamente alternative, per convincere Spalletti della bontà del progetto. Il primo nome su cui s’è tuffata la Juve è quello di Sorloth, l’ariete norvegese dell’Atletico e compagno di nazionale di Haaland: conguaglio più Nico, questa l’offerta ai Colchonero, s’attende il via libera definitivo. D’altro canto, col norvegese la Juve ha già l’accordo: non vede l’ora d’arrivare.
KOLO MUANI Dopo Sorloth c’è la mezza punta, Kolo Muani. Che non sarà riscattato dal Tottenham e tornerà ancora a Parigi, ancor più fuori da ogni piano di una squadra per due volte consecutive campione d’Europa. In Premier è andata male, il cartellino s’è deprezzato, e Kolo ha perso pure la nazionale e non sogna nient’altro che tornare alla Juventus. Stavolta un’opportunità. Ma basteranno Sorloth e Muanì a sostituire Vlahovic, basteranno per soddisfare Spalletti? Soltanto il tempo, anche in questo caso, narrerà.

