20 Ottobre 2026

Aerei – Il conflitto in Medio Oriente pesa sul jet fuel: “Biglietti più cari dal 2027”

MILANO - Il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sui mercati energetici e il rincaro del jet fuel torna a preoccupare il settore del trasporto aereo. L’Europa è particolarmente esposta alle conseguenze delle interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente e, nonostante l’aumento degli approvvigionamenti da Asia e Stati Uniti, i prezzi del carburante…
25 Settembre 2026

MILANO – Il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sui mercati energetici e il rincaro del jet fuel torna a preoccupare il settore del trasporto aereo.

L’Europa è particolarmente esposta alle conseguenze delle interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente e, nonostante l’aumento degli approvvigionamenti da Asia e Stati Uniti, i prezzi del carburante per aerei restano elevati.

La situazione si riflette sui costi delle compagnie aeree e potrebbe avere conseguenze anche sulle tariffe dei passeggeri.

A lanciare l’allarme per l’Italia è stato Joerg Eberhart, amministratore delegato di ITA Airways.

Il jet fuel rappresenta circa un terzo dei costi della compagnia e, secondo Eberhart, un aumento del 50% del prezzo del carburante comporterebbe per ITA un aggravio di circa 500 milioni di euro all’anno.

Per questo, se gli attuali livelli dei prezzi dovessero mantenersi, il manager ha indicato la possibilità di un adeguamento delle tariffe a partire da gennaio 2027.

Una parte dei costi è coperta dalle operazioni di hedging, ma non tutta l’esposizione al prezzo del carburante è protetta dalle oscillazioni del mercato.

Nel frattempo, alcune compagnie stanno già intervenendo sui propri programmi di volo per contenere l’impatto del caro carburante.

Secondo Reuters, il mercato europeo potrebbe affrontare nel quarto trimestre del 2026 un deficit significativo di jet fuel, anche se l’aumento delle importazioni da Paesi come la Corea del Sud sta contribuendo a ridurre il rischio di una carenza generalizzata.

Per i passeggeri, dunque, il nodo resta legato soprattutto alla durata dell’attuale crisi energetica e alla capacità delle compagnie di assorbire almeno in parte l’aumento dei costi.