Non è evidentemente una giornata particolarmente felice per il calcio italiano. Che qualche ora dopo la scomparsa della figlia di Silvio Baldini, piange anche il lutto di Osvaldo Bagnoli.
Ebbene sì, un nome particolarmente intrinseco nelle memorie di seconda generazione. Il condottiero di una delle cavalcate più sorprendenti della storia del calcio italiano, come lo Scudetto dell’Hellas Verona del 1985. Una città che soffiava alle spalle della creatura di quello stratega definito “Mago”, sperando che alla fine il miracolo o proprio la magia divenissero realtà. Così fu, fu eterna festa gialloblu. Nel 2017 entrò nell’Hall of Fame del calcio italiano, nel 2018 divenne presidente onorario proprio del club del suo cuore, quello scaligero.
Se ne va all’età di 91 anni all’Ospedale di Borgo Roma. Ha vissuto tutti gli ultimi anni nella sua Verona, città con cui il legame, per gesta sportive e non, resterà eterno. Un signore, dentro e fuori dal campo. Eleganza e profondità, un vero e proprio signore di altri tempi. E l’Hellas, nelle ultime ore, lo saluta così: “Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino”.
