S’è spento nella sua Cesena all’età di novant’anni circondato dall’affetto dei suoi cari, della sua famiglia, dei suoi nipotini. Una città che ha reso grande e per cui da decenni e decenni rappresentava ormai istituzione. Una città in cui era sostanzialmente una celebrità, Giuseppe Marchioro, per tutti i compaesani Pippo, storico allenatore dei bianconeri dei miracoli, quelli del sesto posto e della storica qualificazione europea del 1976.
Il calcio italiano piange in queste ore dunque la scomparsa di un’altra figura folkloristica, romantica, forse di un calderone di valori che non esiste più. Il Mito della Provincia, così definito, in quanto specialista di promozioni, capace di trasformare i sogni di piccole realtà e proiettarle nel calcio dei massimi livelli ad ogni latitudine.
Piccola esperienza sfortunata al Milan con cui si prese però la sua personale rivincita, battendo i rossoneri di Capello campioni d’Italia e d’Europa a San Siro. Fu il condottiero della doppia promozione del Como a fine settanta, così come fu in grado di replicare la stessa impresa dalla C alla A con la sua Reggiana a fine ottanta. Per lui anche gloria e promozione storica a Barletta, ma senza girarci intorno è mito a Cesena, dove tornò per ben tre volte e dove scelse di vivere tutti gli ultimi decenni della sua vita, da leggenda. Il Cesena, come tutto il calcio italiano, in queste ore si stringono attorno alla famiglia per la scomparsa di un’istituzione.

