Il re Harald V di Norvegia è morto a 89 anni. Lo ha annunciato il Palazzo Reale di Oslo, aprendo la strada alla successione del figlio Haakon, che negli ultimi tempi aveva già svolto le funzioni di reggente per le condizioni di salute del padre.
«È con profondo dolore che annunciamo la morte di Sua Maestà il re Harald, avvenuta oggi. Il sovrano si è spento serenamente venerdì 28 agosto, alle 6:35, presso l’Ospedale Universitario di Oslo», si legge nella nota diffusa dalla Casa reale norvegese.
Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha espresso il cordoglio del governo: «Ho appreso con grande tristezza della scomparsa di Sua Maestà il re Harald V. L’intera nazione è in lutto e i norvegesi gli sono profondamente riconoscenti per una vita lunga e dedicata al servizio del Paese». Il premier ha poi ricordato il ruolo svolto dal sovrano durante il suo regno: «Per oltre trent’anni Harald V ha avuto una fiducia incrollabile nel popolo norvegese. Ci ha aiutato a riconoscere il meglio di noi stessi e degli altri».
Sul trono dal 1991, Harald V era il monarca regnante più anziano d’Europa. Era ricoverato dal 17 agosto all’Ospedale Universitario di Oslo per un’anemia emolitica, patologia caratterizzata dalla distruzione accelerata dei globuli rossi.
Negli ultimi anni aveva affrontato diversi problemi di salute: nel 2003 era stato operato per un tumore alla vescica, mentre nel 2024 gli era stato impiantato un pacemaker. Nonostante le difficoltà, aveva sempre escluso l’ipotesi dell’abdicazione, richiamando il giuramento prestato a vita davanti al Parlamento norvegese.
Nato il 21 febbraio 1937 a Skaugum, Harald fu il primo principe nato sul suolo norvegese a salire al trono dal tardo Medioevo. Dopo l’invasione tedesca della Norvegia nel 1940, durante la Seconda guerra mondiale, lasciò il Paese con la madre e le sorelle. Aveva appena tre anni e trascorse parte dell’infanzia a Washington, ospite degli Stati Uniti su invito del presidente Franklin D. Roosevelt.
Rientrato in Norvegia nel 1945, ruppe una tradizione consolidata: fu infatti il primo componente della famiglia reale a frequentare una scuola pubblica statale. Nel corso della sua vita rappresentò una monarchia orientata al cambiamento e contribuì al processo di modernizzazione del Paese.
Tra le vicende più rilevanti della sua biografia vi fu la lunga relazione con Sonja Haraldsen, donna non appartenente all’aristocrazia. La loro unione, durata dieci anni prima del matrimonio, alimentò un acceso confronto politico e costituzionale. Davanti alle resistenze della famiglia reale, il principe Harald pose un aut aut al padre, re Olav V: senza l’autorizzazione a sposare Sonja, sarebbe rimasto celibe, mettendo potenzialmente a rischio la continuità della dinastia.
Dopo il via libera del governo e del Parlamento, Harald e Sonja si sposarono nel 1968. Le nozze segnarono una svolta nei rapporti tra la monarchia norvegese e l’opinione pubblica, contribuendo a rendere l’istituzione più vicina alla società contemporanea.
La morte del sovrano arriva in una fase delicata per la famiglia reale norvegese. Documenti resi pubblici negli Stati Uniti a gennaio hanno riportato alla luce contatti epistolari tra Mette-Marit, moglie del principe ereditario Haakon, e Jeffrey Epstein tra il 2011 e il 2014. Al centro dell’attenzione mediatica è finito anche Marius Borg Høiby, figlio di Mette-Marit nato da una precedente relazione, coinvolto in una complessa vicenda giudiziaria.

