In Trentino continuano a morire orsi. Dall’anno in cui i primissimi esemplari sono stati reintrodotti quasi 70 plantigradi sono spariti perché uccisi dai bracconieri, abbattuti per decisione della giunta trentina e, solo in minima parte, morti per predazioni di altri orsi
@René Cortin/Wikimedia Commons
È una ecatombe di orsi quella che si sta verificando in Trentino, dove il numero di individui abbattuti, rinvenuti morti o scomparsi è in crescita sin da quando la specie è tornata a popolare il Brenta.
Se il 1999 sugella il rilascio dei primissimi due esemplari di orso bruno Masun e Kirka nei territori settentrionali tramite il progetto Life Ursus, il 2000 è l’anno in cui è iniziata una persecuzione di selvatici.
Lo denunciano gli attivisti della campagna StopCasteller, che accusano la classe politica trentina di portare avanti una strage di orsi. Dal 2000 al 2024 68 orsi bruni sono spariti dal Trentino per cause di varia natura, di cui solamente in parte riconducibili a circostanze naturali.
I dati, aggiornati a settembre 2024, provengono dai rapporti annuali Grandi Carnivori e dai comunicati stampa diffusi della


