Un’anestesia affettiva scaturita dal distacco emotivo nei confronti della famiglia. E un’invidia maligna nei confronti della felicità altrui. Mentre Riccardo C. risponde alle domande del Gip sulla strage di Paderno Dugnano gli esperti cercano di spiegare il movente del triplice omicidio. Il 17enne ha ucciso la madre Daniela Albano, il padre Fabio e il fratellino 12enne Lorenzo «senza un perché». Ha detto che si sentiva oppresso in famiglia e che si voleva emancipare. Ma Don Claudio Burgio, che frequenta il carcere minorile Beccaria di Milano da quasi vent’anni e ci ha parlato, dice di aver conosciuto «un ragazzo profondo, lucido e consapevole delle conseguenze di quello che ha fatto per la sua vita. Era fragile, chiaramente provato, frastornato. Ha pianto.
Paderno Dugnano, Riccardo C. ha fatto una strage «per invidia della felicità degli altri»
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