Uno studio ha scoperto i segreti matematici nascosti nella musica di Bach, aprendo nuove prospettive sulla connessione tra struttura musicale e percezione umana
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La genialità musicale di Johann Sebastian Bach ha da sempre affascinato non solo gli amanti della musica classica, ma anche scienziati e ricercatori interessati a esplorare la connessione tra la struttura musicale e la trasmissione di informazioni.
Uno studio recente, condotto da un gruppo di ricercatrici e ricercatori e pubblicato su “Physical Review Research”, ha utilizzato gli strumenti della teoria dell’informazione per analizzare le composizioni di Bach, rivelando intriganti schemi matematici nascosti nella sua musica.
I brani di Bach sono stati rappresentati come reti di punti, con le note come nodi collegati da linee, e quantificati in base all’entropia dell’informazione, un concetto introdotto dal matematico Claude Shannon nel 1948.
Questa misura è strettamente legata all’entropia termodinamica ed è una rappresentazione matematica del grado di sorpresa di un messaggio. In questo contesto, la sorpresa è la chiave per valutare quanto un messaggio sia informativo. Se un messaggio è prevedibile, offre meno informazioni rispetto a


