Continua a tenere banco sui media l’inchiesta di Essere Animali sul “white striping” che colpisce il 90% dei petti di polli venduti da Lidl Italia. Ma di che si tratta esattamente? Da cosa scaturisce tutto questo clamore e come ha reagito l’azienda finita nell’occhio della bufera? Facciamo il punto della situazione
@panama7/123rf-Essere Animali
Negli ultimi giorni in Italia è finito sotto i riflettori un fenomeno che riguarda la carne di pollo proveniente dagli allevamenti intensivi. Sicuramente vi sarete imbattuti in articoli e approfondimenti che parlano del cosiddetto “white striping”, ovvero la presenza di striature di evidenti grasso sui petti di pollo, che non rappresenta soltanto un difetto estetico ma è indice della crescita accelerata e non sana a cui sono sottoposti questi animali nelle strutture sovraffollate.
A sollevare il polverone un’indagine di Essere Animali, che ha esaminato la carne avicola venduta dalla catena di supermercati Lidl Italia. Dai risultati è emerso che il 90% dei petti di pollo presente in vari punti vendita sparsi per l’Italia è affetto da questo tipo di anomalia. Ma cos’è con


