Michele Santoro non ha intenzione di lasciarsi commuovere dalla dimostrazione di unità nazionale andata in scena ieri a Roma con il presidio di protesta contro il regime di Vladimir Putin per la morte di Alexei Navalny. Il giornalista ora buttatosi in politica con la lista «Pace Terra Dignità» per le Europee non ha dubbi che quello di venerdì scorso sia un assassinio di un regime. Eppure non ci sta a quello che ritiene essere un utilizzo di tale vicenda per giustificare un nuovo impeto al riarmo dell’Ucraina e dell’Europa per contenere le minacce del regime di Mosca. Santoro spiega la sua posizione fuori dal coro a Di Martedì. «Unità nazionale? Se è per continuare sine die la guerra in Ucraina
Michele Santoro in contropiede su Navalny: «Partiti uniti contro Putin? Macché, solo per proseguire la guerra in Ucraina»
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