Sprofondò migliaia di anni fa nell’Oceano.
Gli archeologi hanno scoperto, nelle profondità dell’Australia nordoccidentale, un territorio perduto che un tempo era abitato dai primi esseri umani arrivati sul continente. La civiltà che vi abitò raggiunse il suo apice circa 20.000 anni fa, ma la sua terra andò perduta a causa di cambiamenti climatici millenari, sprofondando nell’oceano con le inondazioni derivanti dallo scioglimento della fine dell’era glaciale.
Il territorio sommerso perduto dell’Australia era costituito da un arcipelago ricco di pianure, gole e alcune cascate, che formavano laghi d’acqua dolce sulle isole estinte. Si stima che le strutture naturali occupassero circa 400.000 km², quasi il doppio dell’arcipelago che forma il Regno Unito.
A sinistra, l’aspetto dell’arcipelago della Piattaforma Nordoccidentale e, a destra, il suo ritiro nel tempo (Immagine: Norman et al./Quaternary Science Reviews)
La scoperta è stata descritta in un articolo pubblicato lunedì scorso (15) sulla rivista scientifica Quaternary Science Reviews da un gruppo di scienziati delle Università del Queensland e di Wollongong. Secondo gli esperti, la striscia di isole estinte potrebbe essere servita da aiuto nel passaggio dei primi esseri umani


