Ondata di violenza in Ecuador, cosa c’è sotto alla guerriglia civile che sta sconvolgendo il Sud America

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Armati di pistole, fucili, mitragliatrici, granate e candelotti di dinamite, alcuni uomini hanno invaso uno studio costringendo il presidente Daniel Noboa a dichiarare un “conflitto armato interno”. Eccola, la perenne ombra del narcotraffico

Sarebbe già di almeno 10 persone morte, tra cui due agenti delle forze dell’ordine, e molti feriti il bilancio della guerriglia che sta mettendo a ferro e a fuoco l’Ecuador. Qui, nella città portuale di Guayaquil, la più grande del Paese e da sempre epicentro di giri di droga e di violenze, nel pomeriggio del 9 gennaio un gruppo di uomini incappucciati ha fatto irruzione in uno studio televisivo.

Dei gangster pesantemente armati hanno infatti preso d’assalto la sede della rete TC Televisión durante una trasmissione in diretta, spingendo il Presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, a dichiarare lo stato di “conflitto armato interno”, a corollario di una serie di attacchi apparentemente coordinati in tutto il Paese sudamericano.

Leggi anche: La cocaina sequestrata in Ecuador diventa cemento per l’edilizia, così la lotta al narcotraffico alimenta l’economia circolare (e riduce i costi di smaltimento)

Scene scioccanti

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