Il popolo dei Toltechi, che dominò le regioni centrali del Messico tra il X e il XII secolo, studiò le capacità energetiche dell’uomo divenendo custode di un’antica saggezza che è giunta fino a noi
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Dominarono le regioni centrali del Messico tra il X e il XII secolo, parliamo dei Toltechi, antico popolo appartenente ai popoli Nahua giunto in loco intorno al 900 d.C.. Le informazioni giunte fino a noi sono vaghe, ma gli studiosi concordano nel ritenere che il loro nome significhi “artigiani”, “artisti” o “maestri costruttori”.
I loro discendenti, gli Aztechi, ne erano molto fieri perché attribuivano ai Toltechi grandissime capacità, ritenendoli inventori di tutto ciò che fino ad allora era stato creato. Non solo, li consideravano dotati di grande saggezza in quanto inventori, fra le altre cose, della medicina, della misurazione del tempo e del calendario.
Ma i Toltechi erano anche appassionati di pratiche spirituali e i loro sciamani credevano che l’essere umano fosse costretto a vivere con un livello di energia e di consapevolezza molto ridotti, in un perenne stato di sogno


