I fiumi dell’Alaska stanno diventando arancioni e scienziati non riescono a spiegarlo

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Le prime teorie indicano nell’ossidazione la possibile causa del fenomeno.

Gli esperti dello United States Geological Survey (USGS) stanno da tempo analizzando il mistero dei fiumi e dei torrenti che, in Alaska, stanno assumendo una strana colorazione arancione. Per gli scienziati all’origine del fenomeno potrebbero esserci dei minerali contenenti ferro, ma non è ancora chiaro il motivo per il quale il fenomeno stia aumentando negli ultimi giorni, come confermato dallo Scientific American. Uno dei fiumi più interessato dal fenomeno è il Kobuk, nel nord-ovest dell’Alaska, che ha una lunghezza di 451 chilometri. Le analisi hanno registrato una maggiore concentrazione di ferro, bassa concentrazione di ossigeno disciolto e alti livelli di acidità in queste falde acquifere. Il pH di alcuni piccoli fiumi raggiunge i 3,5 punti, più acido del succo d’arancia. Ma qual è l’origine del fenomeno? Una delle teorie principali è che l’aumento delle temperature nella regione stia causando lo scioglimento del permafrost e dunque il rilascio del ferro bloccato nei terreni ghiacciati. Negli ultimi anni l’Artico si sta riscaldando quasi quattro volte più velocemente rispetto al resto del


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