Zara è finita sotto accusa dopo la pubblicità controversa che ricorda le vittime di Gaza: da una parte c’è chi attacca aspramente il marchio, dall’altra c’è chi prova a difenderne le intenzioni
@AbuHafsah1/X
Il marchio di moda Zara è finito sotto accusa dopo aver pubblicato una nuova campagna pubblicitaria intitolata “The Jacket” che, secondo molti, aveva una forte somiglianza con le scene della guerra in corso tra Gaza e Israele.
La campagna, che è stata diffusa su tutte le piattaforme di social media del rivenditore, presenta la collezione Zara Atelier modellata da Kristen McMenamy. Mostra la McMenamy modellare gli abiti in mezzo a detriti bianchi, macerie e, cosa più sorprendente, manichini completamente avvolti in sudari bianchi simili a quelli usati per avvolgere i cadaveri a Gaza.
Tanti, tantissimi hanno rivisto nella campagna le immagini del genocidio in corso e la cosa ha suscitato un’indignazione tale da far crollare il sentiment del marchio al 76,4% in negativo e solo al 4,2% in positivo dopo la pubblicazione dello spot.
Alcuni utenti hanno provato a difendere le intenzioni di

