Nella prima fase di formazione, il gigante gassoso ha assorbito dei piccoli pianeti nani. A dimostrarlo è la composizione interna del gigante gassoso.
Composto quasi per intero da idrogeno ed elio, Giove presenta anche anche altri elementi ”più pesanti”, la cui quantità dipende dai piccoli pianeti rocciosi che anticamente il gigante gassoso ha inghiottito. A rivelarlo sono i dati della sonda della NASA Juno che dal 2016 sta studiando il corpo celeste raccogliendone i dati. Uno degli strumenti più importanti della missione è il cosiddetto Gravity Science che invia segnali radio. Grazie a questo strumento gli scienziati della NASA sono in grado di misurare il campo gravitazionale del gigante gassoso e la sua composizione. Appena nato, Giove cominciò ad accumulare materiale roccioso per poi intraprendere un processo di rapido accrescimento di gas dalla nebulosa solare trasformandosi nel gigante gassoso che conosciamo oggi. Un nuovo studio, intitolato ” L’involucro disomogeneo di Giove, l’involucro disomogeneo”, pubblicato su Astronomy and Astrophysics ha cercato di fare chiarezza sulla natura del pianeta. Ed è nelle profondità del pianeta che si nasconde la sua origine.


