A San Floro la coop che produce seta conosciuta in tutto il mondo: eccellenza dell’imprenditoria calabrese

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La cooperativa Nido di seta nasce ormai 7 anni fa a San Floro piccolo paesino ai piedi di Catanzaro grazie all’intuizione, ma anche alla tenacia di un gruppo di giovani calabresi, sono 3 i soci fondatori, pronti a restare o tornare in Calabria. Una sfida che ha messo al centro la gelsibachicoltura. Qui giorno per giorno si rinnova un circuito virtuoso che coniuga artigianato, momenti culturali, artistici e culinari rendendo questo piccolo angolo di paradiso immerso nel verde un polo di attrazione per il turismo nazionale e internazionale.

La via della seta

«Nido di seta abbraccia diversi campi anche perché il settore della gelsibachicoltura lo permette – racconta il fondatore Domenico Vivino -. Noi abbiamo ricucito tutta la via della seta, partiamo dalla terra e attraverso una rete di artigiani e agricoltori locali arriviamo al prodotto finito artigianale che rappresenta un territorio, tessuto a mano e tinto con prodotti naturali. Quindi un disegno etico e sostenibile al 100%. Abbiamo ripreso la storia più antica della Calabria, non dimentichiamo che Catanzaro fino al 1700 era definita la capitale europea della seta e quindi noi abbiamo preso un piccolo pezzo di storia per riproporlo oggi in chiave contemporanea. Attraversiamo l’artigianato attraverso la lavorazione serica e la tessitura, passiamo per l’agroalimentare con l’agricoltura biologica certificata perché dal gelso otteniamo le more, quindi facciamo le confetture, dalle foglie otteniamo anche delle tisane con importanti proprietà benefiche per la salute, e poi arriviamo al turismo».

 

Agricoltura e turismo

È un turismo lento quello che offre Nido di seta con escursioni ecoesperienziali attraverso il museo della seta nel centro storico di San Floro, un percorso naturalistico lungo il sentiero nel cuore della pineta fino ad arrivare al gelseto. Un’idea tanto semplice quanto vincente che ha portato negli anni il piccolo centro catanzarese su tutti i media nazionali e internazionali.

«Prima del Covid siamo arrivati a portare qui a San Floro, paesino di 600 abitanti, circa 6 mila presenze da tutto il mondo. Quest’anno – aggiunge il giovane imprenditore – pare che il turismo si stia riprendendo alla grande sia con un turismo didattico in primavera e poi con il turismo straniero, soprattutto americano. Il visitatore si immerge completamente in quello che è il mondo rurale e il mondo della seta. Abbiamo ideato un percorso che coinvolge anche il centro storico per poi arrivare in azienda in mezzo ai gelsi per partecipare attivamente al processo di produzione: dalla raccolta della foglia, all’allevamento dei bachi, alla filatura del bozzolo, quindi a estrarre il filo di seta artigianalmente come si faceva una volta».

La sfida vinta di Domenico e Miriam

Dunque un esempio virtuoso di imprenditorialità innovativa che parte dalla terra e che neanche il covid è riuscito a frenare. Durante i difficili mesi di pandemia da nido di seta partita infatti l’iniziativa adotta un gelso: «abbiamo dato la possibilità a chiunque, da qualsiasi parte del mondo, di adottare simbolicamente un albero e in cambio ricevere dei prodotti della filiera, o in agroalimentare o in agri-fashion. Ci sono state più di 300 adozioni da tutte le parti del mondo, a da Catanzaro fino agli Stati Uniti».

Domenico e sua moglie Miriam oggi sono soddisfatti della scelta fatta, una sfida vinta che ha dato e continua a dare i suoi frutti: «Restare in Calabria è stata una sfida soprattutto per lei – conclude Domenico – perché Miriam è ritornata in Calabria. È originaria di San Floro però ad un centro punto ha deciso di cambiare rotta nel 2012 per uno stile di vita diverso da quello che faceva. Prima era hostess di terra per una compagnia aerea, ha subito un licenziamento collettivo ed è stato allora che ha fatto un biglietto di sola andata per la Calabria e oggi siamo qui a Nido di seta. Stiamo meccanizzando alcune parti del processo produttivo e presto ci saranno delle novità».

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