Al Museo dell’Ottocento di Pescara la mostra/confronto sui maestri Mancini e Gemito. Per il critico d’arte Vittorio Sgarbi «Pescara come Parigi»
I due grandi maestri dell’Ottocento italiano quasi coetanei, Antonio Mancini nella pittura e Vincenzo Gemito nel disegno e nella scultura, verranno rappresentati in una mostra presentata nella sala consiliare del Comune di Pescara e inaugurata al Museo dell’Ottocento alla presenza del sottosegretario Vittorio Sgarbi, del presidente della Galleria d’Italia, che ha fornito 16 opere provenienti da Milano e Napoli, e del presidente della Fondazione Di Persio Pallotta.
L’esposizione, curata da Manuel Carrera, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, comprende circa 140 opere provenienti da 8 musei italiani e da prestatori sia italiani che esteri.
Attraverso 140 opere, tra dipinti, sculture e disegni provenienti da importanti raccolte pubbliche e private, il Museo dell’Ottocento racconta in questa grande mostra la storia di due dei più importanti artisti italiani vissuti tra il XIX e il XX secolo: il pittore Antonio Mancini (Roma 1852-1930) e lo scultore Vincenzo Gemito (Napoli 1852-1929). Due vere e proprie retrospettive che si incrociano, mettendo in evidenza tangenze e distanze


