A chi finisce la casa in usufrutto, quando l’usufruttuario muore? Cambia qualcosa se quest’ultimo ha degli eredi, oppure se il proprietario dell’appartamento è in vita o meno? Ecco tutti i dettagli.
Per ‘casa‘ si intende, principalmente, un edificio, o un appartamento all’interno di un edificio, nel quale le persone abitano, da sole o in compagnia di altre persone. ‘Abitare‘ significa, prima di tutto, pernottare all’interno dell’appartamento, ma anche provvedere ai propri bisogni, ad esempio cucinando o andando in bagno, o svolgere attività quotidiane come fare la lavatrice, stirare i vestiti, fare le pulizie etc.
Ci sono diversi ‘modi‘ per abitare in una casa, e ognuno di questi è disciplinato dalla legge. Le persone possono, infatti, prendere un appartamento in affitto, oppure acquistare una casa. C’è, poi, un’altra modalità, disciplinata dal Codice Civile italiano, dagli articoli compresi tra il 978 e il 1020, e cioè nell’intero Capo I del Titolo V del Libro Terzo. Per ‘usufrutto‘, si intende un diritto reale minore, goduto dall’usufruttuario, su un bene di proprietà di un altro soggetto, e cioè il nudo proprietario. A differenza dell’affitto, si parla


