Concorsi truccati, Galli indagato. “Se Massimo continua finisce in galera”

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Un dirigente del Sacco parla con un collega e lo mette in guardia. “Finirà indagato per associazione, turbativa e falso”. Le intercettazioni telefoniche.

Massimo Galli indagato. “Se continua finisce in galera”. Intercettazioni
Il direttore malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, il noto virologo Massimo Galli è indagato insieme ad altre 33 persone per concorsi truccati. I pm: “Verbali falsificati e accordo sui punteggi pattuiti”. È il 29 gennaio 2020 – si legge sul Fatto Quotidiano – quando la Procura di Milano capisce “il livello di condizionamento dei concorsi pubblici”e il modo di agire del virologo Massimo Galli, tanto da far dire a un dirigente dell’ospedale Sacco: se va avanti così rischia di finire in galera. Nell’ottobre 2019, Galli al telefono con Claudio Mastroianni, primario all’Umberto I di Roma, commissario indagato per la vicenda, si augura di non avere rogne per l’assegnazione del posto. Dice che le domande sono due, ma che una salterà, perché sennò potrebbe venire fuori un casino. Aggiunge che il candidato Puoti sparirà per logica e non con delle pressioni. Secondo i pm il passaggio è decisivo, perché se il candidato non si fosse ritirato c’era il rischio di casini dati dal fatto di dover sminuire forzatamente il curriculum di Puoti rispetto a quello di Riva.
Decisive le intercettazioni del 21 febbraio 2020 – prosegue il Fatto – tra Galli e un collega dell’Uni – versità di Brescia che lo avverte della rinuncia di Puoti. Galli, soddisfatto, spiega che così potrà risolvere il problema in amicizia senza doversi trovare a fare cose che non si addicono a nessuno di loro professori. Il dialogo, per i pm, chiarisce come fin da subito “vi era solo un simulacro di competizione”. Visto che Puoti ha un indice di valutazione (H-index) doppio rispetto a Riva. Il 3 febbraio 2020 il condizionamento si fa più forte. Puoti è ancora in corsa. Al telefono Bianca Ghisi, segretaria di Galli, parla con Riva e gli passa il virologo, il quale in modo illecito, secondo i pm, concorda con lui ciò che dovrà scrivere rispetto alle pubblicazioni. Galli è in riunione con i due commissari. Dopo il confronto in diretta con il candidato, il virologo rilegge a Riva persino la frase che scriverà nel verbale sulle sue pubblicazioni. “L’accordo preventivo” è, secondo i pm, dimostrato.
Fonte: Affari Italiani.it

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