Con l’esigenza sempre più pressante di combattere le emissioni, sta diventando consueto per i costruttori che all’aumentare delle prestazioni corrisponda un progressivo aumento del livello di elettrificazione, scelta che coinvolge ormai molti modelli espressamente sportivi. Opel ha adottato questa politica rispolverando la storica sigla GSi, che identificava le versioni prestazionali dei suoi modelli, modificandola in GSe, per andare a indicare le nuove versioni top di gamma dal piglio dinamico. I primi due modelli a introdurre queste varianti sono Astra (anche station wagon) e Grandland. Quest’ultimo, che abbiamo avuto modo di provare nel primo test drive nazionale, tocca il massimo livello con il powertrain ibrido plug-in a trazione integrale da 300 CV.
DETTAGLI ESTETICI E AERODINAMICI OPEL GRANDLAND GSE
La caratterizzazione GSe non è esageratamente vistosa, a meno di non scegliere il cofano nero opzionale che oltre a richiamare il passato, cavalca la moda degli abbinamenti bicolore. Di base, gli elementi distintivi sono i cerchi in lega da 19 pollici “Monza”, specifici per questo modello, il diffusore posteriore aggiungo al paraurti e naturalmente l’emblema GSe sul portellone.
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