Finisce l’anno, il difficile percorso della finanziaria ed è una buona occasione per fare il punto sulla situazione, progettare con uno sguardo un po’ più ampio il nuovo anno capendo cosa ci aspetta. Il percorso della finanziaria è stato come al solito hegeliano ma questo non è un limite bensì la ricchezza della nostra democrazia perché alla tesi del governo fa seguito l’antitesi dell’opposizione, delle parti sociali e soprattutto del convitato di pietra europeo (critiche e proposte di modifica) per arrivare poi alla sintesi finale.
Cambiare idea non è un male e il governo è tornato indietro giustamente su questioni come quelle del pos e del tetto al contante che non erano altro che un invito al nero e all’evasione. Col nuovo anno speriamo ci sia una svolta in materia di energia, il fronte che ci ha costretto a buttare 70 miliardi per pagare le bollette a famiglie ed imprese quando le nuove tecnologie rendono oggi praticabile la svolta verso le rinnovabili, auspicabile per clima, convenienza economica, indipendenza energetica (non è un mantra del governo di destra?), pace e efficienza


