Non sarà un anno facile, il 2023, per Giorgia Meloni. Ma non è detto che la sfida non possa essere vinta. Ad attendere al varco la prima premier donna della storia italiana c’è, per esempio, la forte inflazione. Ma anche un deficit da tenere a bada, un rapporto con l’Europa ulteriormente migliorabile e un Pnrr da portare a casa e mettere in cassetta di sicurezza, con doppia mandata. Tutto questo non è impossibile, dice a Formiche.net l’economista e docente Gustavo Piga. Basta avere buona volontà e voglia di sporcarsi le mani.
Il 2022 ci sta per salutare, è tempo di bilanci. E anche di capire i futuri traguardi. Partiamo…
Se me lo permette faccio una premessa di merito. Guai a mettere la polvere sotto il tappeto, perché così facendo i guai si accumulano e poi tutto esplode. Perché le dico questo? Perché ci sono dei problemi a tutt’oggi irrisolti, e parlo anche dei precedenti governi a quello attuale. Oggi l’Italia è decadente, quasi fatiscente.
Non le pare una visione un po’ troppo pessimista?
Assolutamente no. Però


