Le tre parole più involontariamente comiche, certamente surreali, di questo spettacolino le pronuncia Meghan Markle, già duchessa di Sussex. Definisce un “orchestrated reality show” l’intervista con cui lei e Harry, già principe conte e barone (molto rampante), annunciavano il loro fidanzamento ufficiale alla stampa britannica. Come se quello che stiamo guardando – Harry & Meghan, la docuserie Netflix (più serie che docu) primo frutto dell’accordo milionario tra la fu Royal Couple e l’Algoritmo – non fosse esattamente la stessa cosa. Una perfetta messinscena, solo stavolta completamente “presso sé stessi”.
Dei meriti pressoché nulli dei due, uno è però inconfutabile: la capacità di farci credere (o, quantomeno, di far credere alla più parte della platea mondiale) che quello che loro ci stanno raccontando sia la realtà reale. Esempi a caso: Meghan che parla di Suits come se fosse stato, televisivamente parlando, una specie di Friends e che si presenta come “io, grandissima diva di Hollywood” quando tutti sappiamo la sua irrilevanza prima dell’ingresso a Palazzo; l’ingresso a Palazzo che è stato il remake di Indovina chi viene a cena?, in barba agli


